Si mette alla guida della sua Maserati con propositi suicidi, dopo avere lasciato alcuni regali sotto casa dell’ex compagna. La donna dà l’allarme alle forze dell’ordine. Subito si mettono sulle sue tracce due volanti della questura. La Maserati viene intercettata in Corso Giovecca a Ferrara. L’uomo, 38 anni, residente a Persiceto nel Bolognese, invece di fermarsi, accelera mettendo a repentaglio la vita dei passanti e degli agenti. La corsa termina in via Agni dove il fuggiasco cerca di tenere lontani i poliziotti urlando e minacciando di tagliarsi la gola con quella che poi si rivela essere una torcia. Per fermarlo gli agenti sono costretti a usare il taser. Ma l’uomo riesce comunque a riprendersi e a colpire i poliziotti. Alla fine per immobilizzarlo servono anche i sedativi. I fatti risalgono alla notte del 24 dicembre 2023. Dopo tre anni, l’uomo è stato condannato a sette mesi. Il giudice del tribunale di Ferrara ha riconosciuto il 38 enne, residente a San Giovanni in Persiceto, colpevole del reato di resistenza a pubblico ufficiale. Lo ha condannato alla pena di 7 mesi di reclusione (pena non sospesa e quindi in esecuzione). Il tribunale ha inoltre disposto un risarcimento di 500 euro per ciascuno dei tre agenti costituiti parte civile tramite l’avvocato Vittorio Zappaterra e la rifusione delle spese processuali (circa 2mila euro). Ma riavvolgiamo il nastro. La notte del 24 dicembre 2023, l’uomo percorse viale Cavour a forte velocità (oltre 100 all’ora), bruciando semafori rossi e zigzagando tra le auto, per poi imboccare via Padova e successivamente via Nenni, con manovre che misero a repentaglio l’incolumità degli agenti e degli altri automobilisti e cittadini a passeggio. La corsa terminò in via Agni, dove il 38enne puntò un oggetto — poi rivelatosi una pila — alla gola, urlando che si sarebbe tagliato se i poliziotti si fossero avvicinati. Dopo un lungo tentativo di mediazione, un agente fu costretto a utilizzare il taser in dotazione per consentire ai colleghi e ai vigili del fuoco di sfondare i finestrini e bloccare l’uomo. Il 38enne reagì colpendo con calci e pugni gli operatori: un agente riportò lesioni superficiali e lo strappo della manica destra della divisa. I quattro agenti riuscirono infine a immobilizzarlo subendo colpi da parte del 38enne, mentre il personale sanitario intervenuto somministrava un sedativo per via endovenosa prima del trasporto in ospedale. "La condanna del tribunale di Ferrara – spiega l’avvocato Zappaterra – conferma l’orientamento giurisprudenziale che riconosce nella fuga con guida pericolosa l’elemento della violenza richiesto dalla fattispecie di resistenza a pubblico ufficiale, punita con la reclusione da sei mesi a cinque anni".