Quando ha visto i fari, si è spostato al centro della carreggiata. Al buio, sulla strada Provinciale 13 che collega Front Canavese e Rivara, nel Torinese, ha alzato il braccio e mostrato la paletta dell’alt di un normale posto di blocco. Ma l’uomo che gli veniva incontro, al volante di una Chevrolet, non si è fermato. Anzi, quando ha visto la divisa ha schiacciato sul pedale dell’acceleratore. Il carabiniere ha sentito stridere le ruote della macchina e, con un balzo, si è scansato quanto è bastato per non essere travolto in pieno. Ma l’auto l’ha colpito e lui è rimasto ferito sull’asfalto, mentre l’uomo che l’ha travolto è fuggito via, rifugiandosi a casa della madre. È qui che i militari l’hanno fermato qualche ora dopo, quando dopo alcuni tentennamenti avrebbe confessato: «Il carabiniere l’ho investito io, ho avuto paura».
Nella stazione di Rivara, paesino di duemila anime tra le colline del Canavese, il militare era arrivato meno di un anno fa. È un giovane carabiniere, ha poco più di vent’anni. La notte tra sabato e domenica era in servizio con un collega in via Borello. Facevano controlli del territorio, fermavano gli automobilisti per assicurarsi che tutto fosse in regola, come di routine. Alle cinque meno dieci del mattino, più o meno quando è avvenuto l’incidente, erano arrivati quasi alla fine del loro turno. Il giovane militare era sceso dalla gazzella, stava intimando l’alt quando la Chevrolet ha continuato la sua corsa a tutta velocità. In pochi secondi il militare si è accorto che il conducente della macchina non aveva nessuna intenzione di fermarsi al posto di blocco. E allora ha provato a spostarsi, a evitare di essere investito. Ma, stando a quanto sarebbe emerso, il guidatore l’avrebbe preso di mira. Tradotto: l’avrebbe investito volontariamente. Il carabiniere è stato colpito lateralmente: ha provato a saltare ma non è riuscito a evitare l’impatto. Poi la Chevrolet, che nell’incidente ha perso pezzi di carrozzeria, si è dileguata nel buio.







