L'alt non rispettato? Ho visto il posto di blocco ma andavo veloce ed era troppo tardi per fermarmi E il carabiniere investito? «Inizialmente non mi sono accorto dell'urto». Il trentaquattrenne, che ha travolto un militare sulla Provinciale 13 che collega Pont Canavese e Rivara, ha chiesto scusa. E, assistito dall'avvocato Mattia Fiò, ha raccontato la sua versione sull'incidente che poteva costare la vita al giovane carabiniere. La ricostruzione dell'investimento del carabiniere La notte tra sabato e domenica era al volante di una Chevrolet. Ha spiegato di non essersi fermato in via Borello, quando ha visto il militare in mezzo alla carreggiata con la paletta alzata, che gli intimava l'alt, perché il posto di blocco si trovava dopo una curva. «Non ho fatto in tempo a fermarmi» ha detto in tribunale a Ivrea durante la direttissima, aggiungendo di aver deviato la traiettoria proprio per evitare di investire il carabiniere. Invece l'ha travolto. Il militare ha provato con un balzo a evitare l'impatto, senza riuscirci: è stato lanciato sull'asfalto e poi trasportato in codice giallo all'ospedale di Ciriè, con delle contusioni ma fortunatamente senza fratture. A salvargli la vita potrebbe essere stata l'imbottitura del giubbotto antiproiettile. Cosa ha fatto il conducente dopo l’urto Nel mentre, il trentaquattrenne ha continuato la sua corsa fino a casa della madre perché - è la sua versione - non si è accorto dell'urto. Si è reso conto di quanto accaduto solo quando i militari, dopo aver svolto accertamenti, hanno bussato alla sua porta. Per lui, che era già noto alle forze dell'ordine, l'arresto è stato convalidato e il giudice, che ha riscontrato gravi indizi di colpevolezza, ha applicato le misure cautelari dell'obbligo di firma e dell'obbligo di dimora a Rivara. La Chevrolet è stata sequestrata.
“Ho visto l’alt ma andavo troppo veloce”, le scuse del 34enne che ha investito un carabiniere
Arrestato dopo aver forzato un blocco in Canavese, l’uomo ha spiegato in tribunale: «Non mi sono accorto dell’urto»









