HomeSienaCronacaL’Aquila è "rinata". Corteo della vittoria fra minions e ’Tittiad’. C’è anche San CasatoTutta l’Aquila si gode la festa per aver rotto l’incantesimo. Fantino in carrozza con capitano e mangini, c’è anche Diodoro.Tutta l’Aquila si gode la festa per aver rotto l’incantesimo. Fantino in carrozza con capitano e mangini, c’è anche Diodoro.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Dove eravamo rimasti?", inizia con questa domanda il corteo della vittoria, oltre che con lo sciame di bambini nei passeggini, qualcuno beatamente addormentato nonostante la confusione. All’estate 1992, era rimasta l’Aquila. Quando Aceto su Galleggiante mandò in delirio il popolo entrando nella leggenda con la 14esima vittoria. La Contrada è ripartita proprio da quella grande festa, 34 anni fa, per raccontarne un’altra. Che ha trasformato il volto dei contradaioli quando il 3 luglio Tittia e Diodoro hanno rotto l’incantesimo, dipingendolo di gioia. Sentimento che è stato filo conduttore di ogni scena nel lungo percorso che ha portato dal 1992 alla "rinascita". Perché, al di là degli sfottò alla rivale e delle prese in giro con ironia, ciò che più importava ieri agli aquilini era godersi il momento di felicità. Il sogno realizzato, quel successo sfuggito e inseguito tanto a lungo. Per questo hanno voluto esserci tutti. E di ogni età. I piccoli vestiti da minions, gli anziani in carrozza come Rompicollo che indossava per l’occasione speciale il suo giubbetto dell’Aquila. Persino gli infortunati causa esultanza (e dintorni) per la vittoria, fra cui il consigliere comunale Adriano Tortorelli. Portato in corteo sull’auto-ambulanza, insieme all’ex capitano Franco Moretti, da un conducente d’eccezione: Fiamma Cardini, ex priore e assessore comunale, vestita da medico di quei pazienti speciali. Ieri semplicemente una contradaiola che si godeva la festa. Una "magia gialla" dove si è ironizzato anche sul Palio "apparecchiato" come pure su Conad (supermercati, come noto, gestiti dal capitano vittorioso Duccio Carapelli) che diventa ’Tittiad". Sì, il fantino "che tutte le sciagure le porta via". La "maledetta sfortuna" questa volta non ha avuto la meglio, spazzata d’un colpo l’amarezza che durava da decenni catapultando l’Aquila "nel paese delle meraviglie". E a chi continua a scagliarsi contro il sardo-tedesco e la sua capacità di vincere il messaggio del corteo è stato chiaro: "Tittia logora chi non ce l’ha". Il fantino si è goduto lo spettacolo nella carrozza guidata da Maurizio Pacchi, accanto al capitano e ai mangini. C’era anche Diodoro, naturalmente: il cavallo, inteso fisicamente, ma anche evocato in cartelli e scenette. E c’è chi stila perfino il manifesto della rivoluzione aquilina che il 3 luglio ha abbattuto l’Ancien Regime grazie "al braccio armato, il kaiser Giovanni Atzeni" che ha corso sul "cavallo alato". Dietro al Drappellone il priore Gabriele Fattorini che per l’occasione indossa una giacca di lustrini nera e pantaloni gialli. L’estate 1992 è ormai lontana. E’ tempo di rinascita. Sulla Contrada ha vegliato anche San Casato-Flavio Frignani (correttore dell’Aquila) "protettore delle curve strette".