Il giorno dopo il Palio di Provenzano, Siena è dell’Aquila, che quasi incredula si prende la sua vittoria attesa 34 anni e la porta con orgoglio in tutta la città. Generazioni che non avevano mai vinto, contradaioli che l’avevano fatto da giovanissimi, altri che avevano conosciuto altre stagioni ben più feconde di successi (nei trentaquattro anni precedenti al 1992 l’Aquila aveva vinto sei volte, tra il 1959 e il 1988). La tradizionale foto al Duomo con il cavallo Diodoro, il Maria Mater Gratiae cantato negli oratori, le foto ricordo con Tittia... una giornata di sicuro indimenticabile, la prima di tante, per il popolo aqulino, che oggi sarà in Piazza a festeggiare in occasione dell’estrazione delle Contrade. E ci sarà con il drappellone di Ismaele Nones, che all’arrivo in Contrada dopo il Palio è stato rimesso in sesto, dopo che si era staccati i passanti che lo legano alla parte superiore dell’asta.

Siena è dell’Aquila, mentre sui social infuriano polemiche di ogni tipo, ogni anno con modi e livelli di dibattito sempre più accesi. Fatta salva la naturale libertà per chiunque di esprimere ciò che ritiene opportuno dove e quando crede, sembra che l’amara riflessione del sindaco Nicoletta Fabio, pronunciata alla conferenza stampa del 2 mattina, non ci sia mai stata: "Leggo cattiverie da parte di senesi che ci indignerebbero se fossero pronunciate da persone di fuori". Come non detto: di tutto di più e senza freni, pur consapevoli di scrivere su una piattaforma che puà essere letta dall’Alaska alla Nuova Zelanda. E quindi anche da nemici e detrattori del Palio. Ma tant’è.