HomeSienaCronacaPalio, il volo altissimo dell’Aquila. Tittia va in testa subito e stacca tuttiIl cavallo Diodoro fa il vuoto già alla partenza e regala alla Contrada una vittoria attesa dal 3 luglio 1992Il cavallo Diodoro fa il vuoto già alla partenza e regala alla Contrada una vittoria attesa dal 3 luglio 1992Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSIENAL’attesa è finita! L’Aquila torna a volare più in alto di tutti dopo 34 anni anni di digiuno. C’è voluto un grande fantino, Giovanni Atzeni detto Tittia alla sua dodicesima vittoria sul tufo di Piazza del Campo. C’è voluto un grande cavallo, Diodoro, castrone baio di sette anni al secondo trionfo in tre carriere disputate. C’è voluta soprattutto una grande contrada che non ha mai mollato di un centimetro, che ha pianto e sorriso di rabbia davanti ai tanti ‘no’ della sorte, che ha aspettato con pazienza il suo momento per urlare la sua gioia e invadere con i suoi colori la città. La calda notte senese si è tinta di giallo, tra canti, abbracci di generazioni diverse e la voglia di assaporare quella gioia che i giovani non avevano mai provato e i meno giovani ricordavano con tanta fatica.
La dea bendata nell’assegnazione del 29 giugno stavolta ha strizzato l’occhio all’Aquila, portando il cavallo Diodoro nella stalla e subito si è formata l’accoppiata con il plurivittorioso Tittia. Essere favoriti pesa, ma quando il livello uomo-cavallo è altissimo anche la pressione è meno forte e la voglia di vincere è più potente di qualsiasi cosa e ti fa andare avanti sicuro con determinazione e fiducia.










