HomeCronacaLivorno, il calcio e l’amicizia. Il terzo segreto di Protti? Lucarelli di nuovo allenatoreIl ritorno da mister dell’ex bomber: “Igor me l’ha fatto promettere prima di morire”. Quando l’amore per la maglia e per la città è più forte delle tragedie e dei milioniA sinistra Igor Protti e Cristiano Lucarelli quando giocavano insieme nel LivornoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLivorno, 13 luglio 2026 – Il 12 giugno è una data che resterà nella storia di Livorno e della sua squadra di calcio. Igor Protti, negli ultimi giorni di sofferenza, chiama il suo fratello di campo e di vita Cristiano Lucarelli, la sua testimonianza gela il sangue: «Venerdì 12 giugno, ore 9,42. Mentre sono in scooter, mi squilla il telefono. E’ Igor. ’Cri, sono arrivato’. E io: ’Come, scusa?’. ’Cri, sono arrivato’. ’Scusa, in che senso?’. Lui: ’Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa’. Sento qualcosa stringermi lo stomaco, un peso improvviso. Fatico a respirare. Vado subito a prendere la macchina e volo da lui. Entro e lo trovo sdraiato sul letto, in soggiorno, con lo sguardo rivolto verso la finestra. La dolcissima Daniela mi dice: ’Vi lascio soli’, come se già sapesse che Igor avesse bisogno di parlarmi senza nessun altro presente». Un dialogo toccante tra i due: ’Cri, quando succederà, voglio che tu faccia tre cose per me. La prima: voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te. La seconda e la terza, insieme a tutto il resto, per ora restano con me…’. Metterci a piangere, abbracciati su quel letto per diversi minuti, è stato un attimo. Eri leggerissimo: i segni della battaglia contro quella merda di tumore erano visibilissimi sul tuo corpo. Ma tu non hai mai mollato, perché fino alla fine si resiste». Protti, Lucarelli e il “trono“
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