“Raccontare la verità, anche a rischio della vita, è la nostra missione quotidiana. Dal 2014 viviamo una guerra che minaccia l’esistenza stessa dell’Ucraina. Per questo, come giornalisti, abbiamo scelto di metterci al servizio del popolo ucraino e di spiegare, nel modo più chiaro possibile, ciò che sta accadendo”.
Sono parole che pesano quelle pronunciate da Sevgil Musayeva e Mykhailo Tkach, accolti da un lungo applauso sul palco del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo. I due reporter hanno ritirato il riconoscimento per l’Europa a nome dell’intera redazione di “Ukrainska Pravda”, quotidiano digitale fondato nel 2000 e divenuto negli anni un punto di riferimento per il giornalismo investigativo e per una copertura indipendente della vita politica ucraina.Durante la guerra, la testata si è trasformata in una fonte essenziale per comprendere quanto accade in un Paese costretto a difendere non soltanto i propri confini, ma anche la propria identità democratica.
“Oggi abbiamo il dovere di continuare ad accompagnare il processo di trasformazione democratica del Paese”, hanno aggiunto Musayeva e Tkach, ricevendo il premio dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi (“Sono particolarmente orgoglioso, tra Napoli e l’Ucraina c’è un legame intenso”) e dal presidente della Fondazione Premio Ischia, Giampiero Massolo. “Milioni di ucraini desiderano sentirsi europei. – hanno concluso i due giornalisti, emozionati - Noi dobbiamo continuare a offrire loro una speranza, anche se, nella convivenza quotidiana con la guerra, tutto è diventato molto, molto difficile”.È stato, questo, uno dei momenti più intensi della quarantasettesima edizione del Premio, ospitata nell’elegante cornice di piazza Santa Restituta, a Lacco Ameno.







