di
Renato Franco
Costi eccessivi, storie per iniziati, pochi volti noti, resistono solo i classici come Spider-Man
La caduta dei supereroi. Ormai hanno perso il loro potere al botteghino e non volano più. L’ultima a precipitare, nonostante mantello rosso e tuta azzurra, è Supergirl che nella corsa agli incassi si è rivelata fin troppo Normalgirl. Una miseria in Italia (poco più di un milione di euro), numeri globali da bancarotta, perché 130 milioni di dollari sembrano tanti, ma per l’industria del cinema sono niente. In una parola flop. Non il primo negli ultimi anni. Anzi.
Negli anni Dieci sembrava impossibile immaginare Hollywood senza supereroi. Erano il motore dell’industria, le uniche produzioni capaci di garantire incassi miliardari, merchandising, serie tv, spin-off e un pubblico trasversale. Ogni nuovo capitolo era un evento globale. Oggi titoli come Supergirl, The Marvels, Eternals, The Flash, Blue Beetle raccontano una storia diversa: quella di un genere che ha smesso di essere una garanzia di biglietti venduti. Il punto di svolta simbolico è stato Avengers: Endgame (2019), che con quasi 3 miliardi di dollari di incasso sembrava il coronamento di un percorso decennale. In realtà rappresentava, forse, anche la conclusione di una narrazione. I problemi all’origine del fenomeno sono molteplici: la disaffezione del pubblico, la saturazione dell’offerta, i costi astronomici.










