Capri saluta per l'ultima volta il suo artista più iconico, mentre i suoi successi risuonano in piazzetta. Lo fa in un torrido pomeriggio di luglio nella ex cattedrale di Santo Stefano dove per l'abbraccio ai tre figli si ritrovano gli amici di sempre, da Aurelio De Laurentiis a Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo, gli autori delle sue grandi canzoni, i musicisti che lo hanno accompagnato in tante serate, colleghi come Eugenio Bennato e Pietra Montecorvino, che duettò con Peppino a Sanremo nel 1992, e soprattutto tanta gente comune. C'è il prefetto di Napoli Michele di Bari e l'assessora comunale Chiara Marciani. C'è l'ex moglie Roberta, ispiratrice di uno dei brani più famosi dell'artista. "Che cosa ha lasciato oggi Peppino Di Capri? Quel di Capri - dice il prefetto - non è soltanto un nome d'arte, ma è un nome che indica un'appartenenza, una città, un'isola. E lui ha saputo trasformare i confini di questa isola, che sono lambiti dall'acqua, in un affetto che non proviene soltanto da Capri, ma dal mondo. E questo credo sia il più grande lascito che Peppino Di Capri dà a tutti noi. Una lezione soprattutto di vita, di grande affetto, di educazione, di rispetto". "Peppino di Capri - ricorda il parroco don Pasquale Irolla nell'orazione - ha portato e ha innalzato l'isola di Capri in tutto il mondo e in tutto il globo, è riuscito a farsi conoscere, apprezzare, applaudire e ad amare, nella gioia di ciascuno di noi, nella bellezza di vederlo crescere e farci innamorare con le sue canzoni". Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, promette che il suo inno inciso negli anni '80 verrà rivisitato e riproposto al Maradona nella prima di campionato. "Adesso - dice in chiesa commosso - lo immagino alla corte del Signore con il suo pianoforte e una coppa di champagne". "Ultimamente - dice ai cronisti il figlio Edoardo - mi sono legato al brano 'Il sognatore' perché poco prima che morisse gli avevo chiesto qual era la sua canzone preferita delle oltre 500 che aveva inciso, e lui mi ha risposto 'Il sognatore'. Adesso l'ascolto con orecchie diverse. E' un pò una sua autobiografia, perché c'è malinconia, però c'è anche eleganza, c'è papà". "Oggi - ricorda il sindaco di Capri, Paolo Falco - diamo l'addio a un'icona della musica italiana e anche internazionale. E' un nostro concittadino che ha avuto sempre un legame stretto con la sua isola, non l'ha mai perso, sia lui che la sua famiglia e i suoi figli. La sua arte resta indelebile". Tutti i bar in piazzetta, durante la funzione religiosa, interrompono la loro attività, ritirando sedie e tavolini in segno di lutto. All'uscita dalla chiesa la bara, portata a spalla, è accolta da un lungo applauso. C'è chi piange lacrime sincere e chi, come i tanti turisti di passaggio, guarda incuriosito l'ultimo show del sognatore di Capri.