L'ultima apparizione pubblica meno di un anno fa. Quella serata alla Certosa di San Giacomo appare oggi per ciò che è stata davvero: non soltanto un omaggio, ma il sigillo emotivo su una carriera durata oltre sei decenni.

Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, da oggi non c'è più: è morto stamattina nella sua Capri, dopo una lunga malattia. Il 27 luglio avrebbe compiuto 87 anni. Secondo quanto riferito dalle cronache locali e nazionali, si è spento a Villa Castiglione, sull’isola che ne aveva accompagnato l’infanzia, la formazione e il mito pubblico. I funerali sono stati annunciati per domenica 12 luglio 2026 nell’ex cattedrale di Santo Stefano, in Piazzetta: un ritorno, anche simbolico, al cuore della sua comunità.

La notizia della sua scomparsa non interrompe soltanto il racconto di un cantante amatissimo. Chiude una pagina di storia culturale italiana in cui la musica leggera, la canzone napoletana, il twist, il rock’n’roll importato e reinventato, la televisione del boom economico e i grandi riti popolari come Sanremo hanno trovato in lui un interprete naturale, insieme elegante e popolare. Peppino di Capri non è stato semplicemente un interprete di successi: è stato uno dei volti che hanno accompagnato la trasformazione sentimentale del Paese.