Un 35enne è stato condannato a 3 anni e 10 mesi per rapina aggravata. Per i magistrati, l'uomo ha usato il proprio cane Astro come una vera e propria arma, aizzandolo contro le vittime
L’accusa al cane
A seguito dell’aggressione, i due ventenni hanno riportato alcune lesioni. Per gli investigatori, il cane avrebbe morso entrambi i ragazzi per diversi istanti, interrompendo l’aggressione solo dopo un comando del proprietario. Anche all’arrivo degli agenti il cane avrebbe tentato di avventarsi contro i poliziotti, sempre sotto l’incitamento del padrone.
La perizia della veterinaria al cane
Nel corso del processo, Astro è stato sottoposto a una perizia comportamentale dopo essere stato sequestrato e affidato al canile municipale. L’esperta incaricata ha escluso manifestazioni di aggressività nell’ambiente controllato della struttura, rilevando però una forte propensione alla protezione del conduttore, elevata vigilanza e una marcata reattività agli stimoli esterni. La veterinaria ha spiegato che non è stato possibile stabilire se il cane fosse stato addestrato ad aggredire su comando, anche perché la sua storia precedente è sconosciuta. L’animale era privo di microchip, e sarebbe nato in un allevamento clandestino, senza mai essere registrato all’anagrafe degli animali d’affezione.







