Leggi

L’esperto

di Laura Distefano

12 Luglio 2026, 16:44

«I l gioco d’azzardo funge da soluzione sbagliata ai bisogni non soddisfatti». L’analisi - quasi logica - è di Giovanni Utano, medico-psicoterapeuta del SerD di Milazzo dell’Asp di Messina. La ludopatia è un male che si replica in quei territori dove l’unica occasione d’incontro diventa il bar. «In molti comuni, specialmente quelli piccoli, la mancanza di alternative socioculturali e ricreative come biblioteche o impianti sportivi - argomenta Utano - spinge giovani e soprattutto anziani verso i bar e le sale slot che diventano gli unici luoghi di aggregazione. Il gioco diventa una via di fuga dai problemi quotidiani, alimentata dalla speranza di una vincita facile, spesso innescata da una vittoria casuale iniziale». Un circuito malato che crea dipendenza. Una malattia che non tocca solo la psiche e l’anima, ma produce effetti devastanti a livello economico, sociale e familiare. I giocatori seriali sono annientati dai debiti. Creditori ed esattori col fiato sul collo, mentre matrimoni e imprese falliscono. Le trappole più pericolose sono nell’infinito mondo digitale. Le piattaforme del gaming online e delle scommesse virtuali sono le più cliccate dai minori nonostante la legge vieti l’accesso ai minorenni. «Nonostante la legge vieti l’accesso al gioco ai minori di 18 anni, il numero di giovani che scommettono è in aumento. I minori riescono ad aggirare le norme online, utilizzando sim e carte di pagamento utilizzate dai genitori».