Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl gioco non va demonizzato ma gestito. Quando era vietato proliferava la clandestinità, ora che è ammesso è possibile monitorarlo e intervenire per arginare comportamenti compulsivi. In particolare è il gioco on line che desta preoccupazione per le difficoltà di un effettivo controllo. Che il problema non vada sottovalutato, anche a vantaggio di chi considera il gioco un proprio divertente passatempo, lo confermano, insieme, una ricerca dell’università Bocconi e l’impegno di San Patrignano che accanto alla sua attività di recupero dei tossicodipendenti sta sviluppando anche un’appendice per chi è giocodipendente.
I numeri del gioco d'azzardo in Italia nel 2025
È la prima volta che la Bocconi compie un’analisi di questo fenomeno e Valerio Ferraro (economista nel team dell’Osservatorio sui conti pubblici della Bocconi) sintetizza i risultati: «Con una crescita che dura da più di vent’anni, nel 2025 il settore del gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto dimensioni imponenti: 165 miliardi scommessi, il 7,3% del Pil, come se ciascun italiano (maggiorenne) avesse giocato ogni giorno 7,65 euro. Una somma che vale l’85% della spesa delle famiglie italiane in alimentari e più del doppio della spesa in servizi assicurativi e finanziari. La perdita netta (puntate meno vincite) è la più alta d’Europa, sia pro capite che sul Pil.







