La scuola non finisce al suono della campanella. L’università e la ricerca non possono essere ridotte al conseguimento di un titolo. Per anni, invece, si è avuta la sensazione di essere convocati soltanto a decisioni già preseChe cosa accade quando le persone che vivono ogni giorno la scuola, l’università, la ricerca e la cultura possano entrare nelle istituzioni e parlare direttamente a chi scrive le leggi? È accaduto il 2 luglio in Senato, durante la riunione plenaria dell’Intergruppo parlamentare sui diritti fondamentali della persona dedicata a “Diritto all’istruzione: scuola, università, ricerca e cultura”, su iniziativa di Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato della Repubblica. Centinaia di persone haLuigi SofiaInsegnante precario nella scuola secondaria. Ha iniziato a occuparsi di scuola e istruzione pubblica durante gli anni del liceo, con la nascita del movimento dell’Onda contro la riforma Gelmini e in difesa della scuola pubblica. L’esperienza vissuta prima da studente e poi da docente precario lo ha portato negli anni a organizzare e prendere parte ai movimenti di piazza per la stabilizzazione del personale docente e per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola.
L’istruzione non è un settore tra gli altri, servono luoghi di ascolto permanenti
La scuola non finisce al suono della campanella. L’università e la ricerca non possono essere ridotte al conseguimento di un titolo. Per anni, invece, si è avuta la sensazione di essere convocati soltanto a decisioni già prese







