Giuseppe, 87 anni, è finito nel carcere di Sollicciano per un furto d’auto compiuto 3 anni prima. I medici lo hanno giudicato incompatibile con la detenzione, ma nonostante questo resta nella struttura, tra le più in sempre più sovraffollata e degradata. È stato arrestato nel giorno del suo. L’assessora Monia Monni: “Lunedì nuova valutazione del caso”
Per Giuseppe si sono aperte le porte del carcere all'età di 87 anni per un furto d'auto commesso 3 anni prima, ed è stato arrestato nel giorno del suo compleanno. Non entrerà in uno qualsiasi ma in quello di Sollicciano, una struttura ben nota per le problematiche croniche – dalla muffa alle cimici – e un tasso di sovraffollamento che ad oggi supera il 180%, come apprende Fanpage.it da fonti istituzionali.
Sono i numeri, insostenibili, della vicenda del detenuto nato a Napoli e autore di un furto d'auto in Toscana che dopo la condanna esecutiva è stato condotto nella Casa Circondariale di Sollicciano. L'uomo ha problemi cognitivi, di deambulazione, oltre a difficoltà visive e uditive. A questo si aggiunge che non ha denti e non può ingerire cibo solido. Uno stato di salute "non compatibile con la vita in carcere", come hanno certificato i medici che lo hanno visitato. La visita però è stata effettuata successivamente all'ingresso a Sollicciano, e anche se la relazione sarebbe già stata consegnata al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap), al momento la sua situazione non è cambiata. Nel frattempo, in ragione delle sue difficili condizioni di salute, si trova all'interno della sezione "Assistiti", una di quelle sequestrate perché non conformi sotto il profilo igienico-sanitario, come ha confermato proprio in questi giorni il Tribunale del Riesame di Firenze.














