Un ordine impartito dal carcere di Poggioreale, una telefonata, la gelosia per un'ex fidanzata e nove coltellate sferrate contro due ragazzi di Mugnano. È questa la ricostruzione dell'inchiesta che ha portato al collocamento in comunità di un sedicenne, ritenuto gravemente indiziato del duplice tentato omicidio avvenuto lo scorso marzo nell'area delle giostrine accanto allo stadio comunale di Marano. Secondo gli atti dell'indagine, tutto nasce da una telefonata tra una quattordicenne e il suo ex fidanzato, detenuto nel carcere di Poggioreale. La ragazza si trova insieme ad alcuni amici quando uno dei due giovani di Mugnano domanda: «Chi è questo scemo?». Il detenuto interpreta quella frase come un'offesa nei suoi confronti e chiama il sedicenne, suo migliore amico, ordinandogli di raggiungere il gruppo e punire il ragazzo. Pochi minuti dopo il sedicenne arriva nell'area delle giostre. Affronta il ragazzo indicato, lo colpisce con pugni fino a farlo cadere a terra. Quando il cugino interviene per difenderlo, estrae un coltello a serramanico e passa all'aggressione. Il primo giovane viene colpito sei volte tra fianco e coscia, mentre un altro fendente gli sfiora la testa. Il cugino viene raggiunto da tre coltellate tra addome e inguine, una delle quali arriva vicino all'arteria femorale. Solo il tempestivo intervento dei soccorritori evita conseguenze ancora più gravi.