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7 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:13
L’inizio dell’aggressione a mani nude vicino ai divani del soggiorno, gli ultimi colpi inferti sulle scale del seminterrato e il killer che, dopo l’omicidio, si ripulisce nel lavabo della cucina e non in bagno. Pm e carabinieri riscrivono oggi una nuova dinamica del delitto di Chiara Poggi. Ipotizzano un nuovo scenario che presenta molte differenze con quanto scritto nero su bianco nelle sentenze definitive che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi a 16 anni di carcere. Secondo le nuove indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, coordinate dal procuratore di Pavia Fabio Napoleone, la mattina 13 agosto del 2007 nella villetta di via Pascoli era presente solo Andrea Sempio. Per gli inquirenti sarebbe lui l’assassino della 26enne e presentano nuovi indizi, ricostruzioni e ipotesi per provare a smentire la sentenza passata in giudicato.
Per i pm il movente dell’omicidio sarebbe il rifiuto di Chiara Poggi alle avance dell’amico del fratello: aspetto che troverebbe riscontro, sempre secondo l’accusa, nei soliloqui di Andrea Sempio, intercettati da una “cimice”, il 14 aprile dello scorso anno, posizionata nella sua auto. Si arriva poi alle ipotesi di ricostruzione del delitto. Sempio, per i pm, arriva nella villetta dopo le 9.12, quando la 26enne disinserì l’allarme di casa per l’ultima volta per fare uscire i gatti. Dopo l’irruzione in casa l’aggressione sarebbe quasi immediata. La prima novità rispetto alla dinamica ricostruita nella sentenza è proprio questa: un’aggressione a mani nude, forse uno schiaffo al volto della giovane, che avviene tra i due divani del soggiorno. A segnalarlo sarebbero tre goccioline di sangue repertate in quella zona.













