Il Dna sulle unghie di Chiara Poggi, l'impronta 33 sul muro delle scale della villetta di Garlasco - forse l'ultimo gesto compiuto dal killer di Chiara Poggi -, le telefonate anomale a casa Poggi. Sono diversi gli elementi che in questi mesi la Procura di Pavia ha messo in fila nei confronti di Andrea Sempio, da alcuni giorni unico indagato - non più in concorso - per l'omicidio di Chiara Poggi. Tra questi c'è l'ormai famoso scontrino del parcheggio di Vigevano: se nella prima inchiesta nei suoi confronti contribuì a scagionarlo, questa volta tra gli inquirenti la convinzione è che si tratti di un falso alibi.

Consegnato ai magistrati soltanto un anno dopo il delitto, lo scontrino dimostrerebbe che l'uomo, oggi 38enne, nelle ore del delitto non si trovava a Garlasco, ma a Vigevano per acquistare un libro, come sostenuto più volte dal diretto interessato. Nel corso della nuova indagine dei pm pavesi sono però emersi diversi dubbi su quello scontrino, a cominciare dal fatto che fosse davvero suo.

GARLASCO, LA CARTA COPERTA CONTRO ANDREA SEMPIO: DOV'È LA GOCCIA DI SANGUE SU CUI PUNTANO I PM

Nelle nuove indagini della Procura di Pavia sul caso di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco, emerge un qua...