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Il regista inglese Christopher Nolan ha raccontato che dirigere Odissea, il suo ultimo film, basato sul poema di Omero, è stato «un vero inferno, ma in senso positivo». Cambiare il più possibile le ambientazioni era necessario per restituire agli spettatori la complessità del leggendario viaggio che Ulisse, il protagonista dell’opera interpretato da Matt Damon, intraprende per tornare a Itaca, dopo la fine della guerra di Troia. Per riuscirci, Nolan e la troupe hanno dovuto spostarsi in continuazione, adattarsi a ritmi molto frenetici e trascorrere molte ore in mare aperto.

Parte del gigantesco budget che Nolan ha avuto a disposizione (250 milioni di dollari) è stata destinata agli spostamenti, che sono stati molti e frequenti. Il grosso delle riprese si è svolto in Italia, Islanda, Grecia, Marocco e Scozia, e sono state infine completate negli studi di Universal City, in California.

Buona parte delle scene è stata ovviamente girata in Grecia, nella penisola meridionale del Peloponneso. Le parti con il ciclope Polifemo sono ambientate nella grotta di Nestore, una cavità naturale vicino alla spiaggia di Voidokilia, nella regione della Messenia.

Matt Damon ha raccontato che realizzarle è stato difficilissimo, e che fin dal primo momento ci sono stati degli intoppi. All’imboccatura della grotta c’erano migliaia di api, e Damon e la troupe sono stati costretti a farsi strada in quella «cortina» per entrare.