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Francesco Bertolino e Daniela Polizzi
Il gruppo piace ai private equity e alle aziende nordeuropee. Sul tavolo ci sarebbe una quota di controllo che potrebbe arrivare al 100%
Caffè, ingegneria e farmacie. Il Made in Italy piace ai grandi fondi internazionali che si apprestano a competere per entrare nel capitale di aziende del valore di oltre 6 miliardi. L’occasione viene dal prossimo riassetto azionario di alcune grandi imprese: il caffè di Segafredo-Zanetti, il gruppo della certificazione e consulenza ingegneristica Rina e la società delle farmacie Hippocrates.
In corsa private equity e gruppi stranieriIn corsa per Segafredo — assistita da Lazard e da Banca Imi — ci sarebbero i private equity Blackstone, Pai, Cinven e Bc Partners che entro luglio dovrebbero depositare le offerte preliminari per poi trasformarle a settembre in impegni vincolanti. Sul dossier sarebbero però al lavoro anche gruppi nordeuropei attivi nell’industria del caffè e della trasformazione di materie prime, così come realtà asiatiche. Sul tavolo ci sarebbe una quota di controllo — che potrebbe arrivare al 100% — nel gruppo Massimo Zanetti Beverage che controlla il marchio Segafredo e che nell’operazione potrebbe arrivare a un valore di impresa complessivo — secondo le indiscrezioni — fino a 1,2 miliardi.






