Un’acquisizione strategica, la prima di questo genere nella storia di uno dei brand più noti del made in Italy. Illycaffè entra all’80% nell’azienda comasca Capitani, specializzata nella progettazione e produzione di macchine da caffè per i sistemi porzionati, principalmente per il segmento casa. Un’operazione di integrazione a monte della filiera che è anche testimonianza della volontà della società triestina, nata nel 1933 e che ha chiuso il 2024 a 630 milioni di ricavi, di reagire a un contesto globale complesso. Da un lato ci sono da affrontare i dazi per l’export verso gli Usa, secondo mercato per la multinazionale, saliti al 15%, dall’altro il prezzo del caffè verde continua a toccare nuovi record a 386 centesimi per libbra, circa 3,5 volte il prezzo medio storico. «In salita si accelera è la mia filosofia – conferma l’amministratrice delegata Cristina Scocchia -. Non ritengo che per le aziende sia il momento di stare ferme in quella che chiamo “stagnazione strategica”. È invece l’ora di affrontare le sfide, di attrezzarsi per superarle. A luglio abbiamo acquisito il controllo del nostro distributore svizzero. Questa è una mossa ancora più importante perché segna una volontà precisa nello sviluppo di illycaffè: da azienda del caffè ad azienda di sistemi. Allo stesso tempo, riduciamo la nostra esposizione dai fornitori extra Europei».