Incendi da migliaia di ettari. Roghi inavvicinabili anche per i mezzi aerei. “Cominciamo a notare condizioni inusuali per il Mediterraneo. Gli Incendi di dimensioni così grandi sono tipici del Nordamerica. Ora li stiamo importando anche da noi”.
Matteo Baralis, ingegnere e direttivo dei Vigili del Fuoco del Piemonte, è distaccato al momento vicino Marsiglia, in Francia. Nel paese 25mila ettari sono già andati a fuoco quest’anno: un’area doppia rispetto all’11 luglio del 2025.
L’enorme rogo che in Spagna è costato almeno dodici vite e ha incenerito 3.200 ettari. In dieci giorni sui Pirenei sono bruciati 5mila ettari, con 850 pompieri impegnati e 10mila cittadini evacuati. Nel Portogallo centrale in tre giorni il fuoco ha divorato 12mila ettari. Si tratta di roghi enormi. “Oltre certe dimensioni, un incendio non può essere nemmeno combattuto. Dobbiamo arretrare e rafforzare le linee difensive. Nei corsi di aggiornamento cominciamo a studiare esempi presi dal Nordamerica”.
In quali condizioni siete costretti a fare un passo indietro? L’incendio letale di Almeria era difficile da contenere?
“Ci sono incendi con fiamme troppo intense. L’aria calda sale verso l’alto. Altra aria ricca di ossigeno fresco viene richiamata dall’esterno verso il centro del fuoco, che continua così ad autoalimentarsi. Le temperature raggiungono diverse centinaia di gradi. Noi, con particolari tute anticalore, possiamo avvicinarci fino a quando non incontriamo 100 o 150 gradi, oltre non riusciamo ad andare. Le turbolenze sopra il fuoco rendono pericoloso anche volare. In ogni caso, oltre un certo livello di fiamma la lotta attiva diventa inefficace oltre che rischiosa”.














