Felice Spaccavento, consigliere regionale della lista Prossima e presidente della commissione sanità, da dove si parte sul disavanzo sanitario della Regione Puglia, in vista della seduta monotematica del Consiglio?
«Si parte dai numeri veri, quelli che il centrodestra preferisce non citare. Il Fondo Sanitario Nazionale nel 2023 ha avuto un incremento libero di 316 milioni, nel 2024 di 310 milioni. Nel 2025 l'aumento si è ridotto a 92 milioni. Praticamente una amputazione! A questo si aggiunga che la Puglia ha perso più di 183mila residenti; un calo demografico che è costato altri 150 milioni. Quindi la perdita reale non è di 330 milioni, ma di 130 (coperta per 107 milioni dal bilancio autonomo della Regione). Una perdita imputabile alla gestione del sistema nazionale di finanziamento portato avanti dal governo a Roma che rallenta proprio mentre i costi corrono».
Decaro chiede più risorse per il fondo sanitario nazionale: è la via maestra?
«È la prima via, ma non l'unica. Se il Fsn nel 2025 fosse cresciuto come negli anni precedenti oggi non parleremmo di addizionale Irpef La richiesta di Decaro al Governo di rendere strutturale e adeguato il fondo sanitario per le regioni è sacrosanta ma accanto a questa battaglia stiamo portando avanti un percorso interno di razionalizzazione ed efficientamento della macchina regionale».






