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E così adesso il nuovo gioco politico e mediatico (sottile, subliminale, fatto di sottintesi sapienti, di piccole allusioni, oltre che ovviamente di grossolane censure) è quello di farci credere che sia tutto normale: normali perfino 900 milioni di euro «spariti», di «extra margine», di «maxi profitto» sulle mascherine.
Dove siano finiti non sapremmo dirlo né tocca a noi scoprirlo: forse un mix diabolico. Spreco selvaggio del denaro dei cittadini? Arricchimento di mediatori spregiudicati? Finanziamento irregolare della politica? Accumulo di risorse rimaste magari - per la sicurezza di trafficoni e trafficanti - all’interno del sistema finanziario cinese? Mi pare possibile una combinazione di queste ipotesi.
Ma ecco il punto: chi con lo strumento della censura (specie in tv, con rarissime eccezioni che meritano un caloroso ringraziamento), chi attraverso un presunto e falso buonsenso («cosa vuoi? Si era in emergenza…»), chi per evidenti ragioni volte a proteggere la figura di Giuseppe Conte dalle sue oggettive responsabilità politiche, è scattato l’ordine di silenziare un’inchiesta, sia rispetto all’ottimo lavoro della Commissione parlamentare presieduta dal senatore Lisei sia rispetto all’indagine de Il Tempo.








