di
Claudio Mencacci
La felicità non nasce solo dal ricevere, ma anche dal dare: sperimentare di essere utili agli altri, anche a 16 anni, non rafforza solo l’autostima ma costruisce un’identità
Ogni estate ci poniamo la stessa domanda: dove mandare i nostri figli? Raramente, però, ci fermiamo a riflettere su una questione ben più importante: quale esperienza potrebbe aiutarli a diventare adulti migliori? Da psichiatra e da padre ho osservato la trasformazione silenziosa che può avvenire quando un ragazzo incontra esperienze capaci di dare significato alle proprie energie.Sempre più ragazzi faticano a trovare un senso di appartenenza e uno scopo che vada oltre la ricerca di approvazione sui social media. Oltre il 70% dei disturbi mentali esordisce prima dei 25 anni, rendendo l’adolescenza una finestra cruciale per la prevenzione e la promozione della salute mentale. È in questo scenario che le esperienze di volontariato assumono un significato che va ben oltre la solidarietà. La ricerca mostra che gli adolescenti coinvolti in attività prosociali sviluppano maggiore benessere psicologico, migliori competenze relazionali e una più solida percezione di efficacia personale. Studi longitudinali hanno evidenziato che, tra i 13 e i 17 anni, il volontariato si associa a una riduzione significativa del rischio di problemi di salute mentale.








