Le 1800 poltroncine rosso Ferrari sulla gradinata luccicano sotto il sole del pomeriggio, e l’imponente palcoscenico (29 metri di larghezza, 16 di altezza) aspetta soltanto di essere ‘abitato’ dalla grande musica internazionale. In piazza Roma sono ormai conclusi i lavori di allestimento del gran teatro all’aperto di Jazz Open Modena, un colpo d’occhio potente: era dai tempi del festival delle bande militari che non vedevamo qualcosa di simile. "Penso che la peculiarità di Jazz Open sia proprio questa: offrire spettacoli di portata internazionale, che potrebbero essere proposti in stadi e enormi arene, in uno scenario affascinante ed elegante, proprio in una dimensione teatrale", spiega Marco Broll, 65 anni, direttore generale di Jazz Open Modena. Il suo è un curriculum d’eccellenza: dopo essere stato tour manager di vari gruppi, fra cui i Pitura Freska, ha lavorato a grandi spettacoli (come quelli in piazza San Marco a Venezia), in particolare con Marco Balich, creatore degli immaginifici show che hanno anche inaugurato le Olimpiadi.
Ma come è approdato il festival Jazz Open a Modena?
"Il percorso è iniziato già due anni fa. Da Stoccarda c’era il desiderio di ‘esportarlo’ anche in Italia. Erano state individuate alcune città come sedi potenziali e sono stati effettuati sopralluoghi. Fra Stoccarda e Modena c’è un legame ideale: la Motorvalley tedesca (presso Stoccarda hanno sede Mercedes e Porsche, ndr) e quella italiana. Quando i responsabili tedeschi sono arrivati a Modena sono rimasti incantati: hanno trovato un ambiente ideale e un’accoglienza senza paragoni...".








