Basta dare uno sguardo alla classifica per capire che Ferrara, almeno sul fronte delle perdite della rete idrica, naviga controcorrente rispetto a buona parte del Paese.

Mentre l’Italia continua a disperdere quasi una goccia d’acqua su due e l’emergenza siccità torna a bussare con forza alle porte di città e campagne, il capoluogo estense si colloca nella parte virtuosa della graduatoria nazionale. Un risultato che spicca ancora di più se confrontato con le realtà più in difficoltà del Mezzogiorno e con una media nazionale che continua a fotografare una rete idrica piena di falle. Secondo l’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, elaborata sui dati Istat relativi al 2022, a Ferrara va disperso il 32% dell’acqua immessa nella rete: significa che ogni giorno si perdono 97 litri pro capite sui 303 immessi. Un dato che colloca la città al 59esimo posto sui 109 capoluoghi italiani, ben al di sotto della media nazionale, dove le perdite raggiungono il 42,4% e corrispondono a 157 litri per abitante al giorno.

Il confronto con il resto dell’Emilia-Romagna restituisce però un quadro ancora più interessante. La regione si conferma infatti la migliore d’Italia, con una dispersione complessiva limitata al 29,7%, davanti perfino a Lombardia (31,8%) e Valle d’Aosta (29,8%). Ferrara si mantiene leggermente sopra la media regionale, ma resta comunque in una fascia decisamente positiva se paragonata al panorama nazionale. All’interno dei confini emiliano-romagnoli emergono però differenze significative. Ravenna è una delle città più efficienti della regione con perdite ferme al 20,8%, seguita da Rimini e Piacenza (22,4%), Reggio Emilia (23,5%), Bologna e Forlì (24,8%). Più vicine ai numeri ferraresi risultano Modena (35,7%) e Parma (37,1%), mentre nessun capoluogo della regione raggiunge i livelli critici registrati in altre aree del Paese. Lo scenario cambia radicalmente scendendo lungo la Penisola. In Basilicata si disperde il 65,5% dell’acqua immessa nelle tubature, in Abruzzo il 62,5%, in Molise il 53,9%, mentre Sardegna e Sicilia superano entrambe il 50%.