Nascondono negli zaini o nelle tasche coltelli di ogni tipo. Poco importa che siano utensili da cucina o affilati machete: ciò che conta è avere una lama con sé, fuori casa e pure a scuola. Per mostrarsi ’grandi’ agli occhi degli altri coetanei e compiere violenti reati di strada anche per pochi spiccioli, non comprendendo la pericolosità – per se stessi e per gli altri – di un’arma da taglio. Uno strumento da avere al seguito, però, anche per la percezione di sentirsi più ’sicuri’ e ’protetti’, riflettendo la fragilità e il disagio che i nostri ragazzi vivono quotidianamente.
Un disegno sociale complesso si cela dietro la diffusione, sempre più crescente e allarmante, delle armi bianche tra minori e giovanissimi. Un fenomeno in forte aumento a livello nazionale (nell’ultimo quinquennio il numero di minorenni denunciati per porto abusivo d’armi in Italia è più che raddoppiato), ma anche sotto le Due Torri.
A fornire un quadro complessivo di questa urgenza è l’Arma dei carabinieri, che snocciola a livello provinciale i dati e gli interventi svolti su questa tematica. Sul territorio metropolitano, a partire dal primo gennaio del 2025, emergono almeno 30 episodi preoccupanti con protagonisti minori e persone giovani fino a un’età massima di 23 anni. Il più piccolo, coinvolto in una tentata estorsione aggravata, invece, ha solo 13 anni.







