Al talento del Barcellona mancano gol e assist

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Inumeri sono impressionanti: una striscia di 36 gare senza sconfitte come l'Argentina 2020-2022 e il Brasile 1994-1996; 12 vittorie e un pari nelle gare totali degli Europei 2024 e di questa rassegna iridata; un solo gol subìto in America. E un santo, angelo o salvatore, le definizioni della stampa spagnola, che ha le sembianze di Mikel Merino, una rete in media ogni 103' nei grandi tornei. Il ct De la Fuente sbarca nella semifinale mondiale e il primo pensiero va all'avversario che troverà a Dallas: "Contro la Francia sarà una finale anticipata, ma la mia squadra può battere chiunque. Siamo consapevoli del loro immenso potenziale, sappiamo anche di essere l'unica squadra ad averli battuti due volte". Il riferimento è alle semifinali di Euro 2024 (2-1) e di Nations League 2025 (il pirotecnico 5-4).E mentre la squadra prepara in ritiro la torta di compleanno per Williams (24 anni oggi) e Lamine (19 domani), la gloria continua a prendersela Merino: i gol decisivi contro Portogallo e Belgio e la corsa attorno alla bandierina, esultanza speciale dedicata al padre. La rottura del metacarpo e i 4 mesi trascorsi senza muoversi dal letto rischiavano di fargli saltare il Mondiale, poi il rientro a fine Premier (vinta con l'Arsenal) e l'attesa paziente del ct. Il centrocampista lo ha ripagato con gli interessi. "Potrebbe giocare in qualsiasi squadra - ha sottolineato De la Fuente -, è perfetto per questo gruppo e per questo modello di gioco. Sappiamo che, ogni volta che ne abbiamo bisogno, risponde presente".