Manca posto nelle carceri? Mettete pure materassi o brandine a terra. E’ questo il succo - seppur semplificato - della nuova direttiva emanata dal provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria della Toscana. Un’autorizzazione che, seppur "straordinaria e temporanea" ha sollevato critiche e perplessità, sia da parte dei sindacati della polizia penitenziaria, sia da parte dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga).

In particolare la sezione di Lucca, dato che il San Giorgio detiene il record di carcere più sovraffollato d’Italia, e da novembre si trova pure senza Garante dei detenuti.

"Questo provvedimento - dicono - non costituisce affatto una via d’uscita, bensì l’ennesima riprova di una criticità sistemica ormai giunta al punto di rottura. Le logiche emergenziali non possono in alcun modo legittimare un ridimensionamento al ribasso delle garanzie costituzionali e della tutela dei diritti inviolabili dei detenuti, costringendo le persone a sistemazioni di fortuna sul pavimento". A maggior ragione nella realtà lucchese.

"I dati più recenti monitorati a livello ministeriale e dalle associazioni di settore collocano infatti il San Giorgio ai vertici nazionali per sovraffollamento, con un tasso che ha superato la drammatica soglia del 240%. In un simile contesto di esasperata saturazione degli spazi, l’introduzione di soluzioni precarie non fa che aggravare una situazione già intollerabile". Per Aiga servono quindi "riforme strutturali lungimiranti, non palliativi temporanei che finiscono per minare le condizioni di vita dei ristretti e gravare pesantemente sulle spalle del personale di Polizia penitenziaria. Preservare la dignità all’interno delle carceri è il presupposto indispensabile per difendere lo Stato di diritto e l’ordinamento costituzionale". Aiga Lucca vigilerà dunque affinché la gestione di questa crisi avvenga nel pieno rispetto dei valori costituzionali e della centralità della persona".