VincentiUn ragazzetto viennese. Che studia in un collegio d’élite. Si fa notare il meno possibile. E appena ha un momento corre a giocare a Age of Empires 2, videogame del 1999. Lì è proprio un campione! Almeno fino a quando la sua attenzione non è rapita da un mistero ben più complesso: le ragazze. Possibile che sia lui a raccontarci qualcosa di nuovo sull’adolescenza? Spoiler: sì. Per questo può essere definito un romanzo di formazione per adulti “In tempo reale“ di Tonio Schachinger (Sellerio, trad. Francesca Gabelli), finalista Premio Strega Europa e vincitore del Buchpreis 2023.

Non male per un autore di 34 anni. Che sceglie un tono piano, privo di sfumature melò. Otto semplici anni di vita di Till Kokorda: amici, amori, professori matti, la morte del padre, stupori e sconfitte. Sullo sfondo, una Vienna meno storta di come ce la si ricordava. E qualche riflesso della storia recente, assorbito con grazia nella narrazione. Nessuna furia distruttiva. Nessuna provocazione antiborghese alla Wiener Aktionismus. Schachinger ritrae il suo protagonista come un ometto senza qualità. Ma non è così. Va solo capito. Perché forse non ha grandi turbamenti. E certo è lontano anni luce dallo sguardo corrosivo di un Bernhard. Ma non è pacificato. Anzi. Viene quasi la tentazione di farne il fragile simbolo di una generazione che non sembra amare i conflitti, verso il mondo e verso sé stessi. Nonostante la consapevolezza che se tutto intorno è un disastro, certo la colpa non è degli ultimi arrivati. "È stato un inferno, imbecille", dice a un amico che guarda malinconico al passato. E per un attimo sembra Holden Caulfield. D’altronde gli adulti fanno schifo, oggi come allora. Meglio prendersela comoda a crescere.