Alice ha diciassette anni, è una ragazza bella e intelligente. I genitori sono separati da quando ne aveva quattro e lei vive con la madre, che lavora in banca, tutt’ora single e con varie storie senza stabilità. Il padre invece, dopo la separazione, ha lasciato il lavoro e si è trasferito nel suo paese natale in campagna, dove ha aperto un’attività agrituristica con la nuova compagna. Alice ha un buon rapporto con il padre, che vede con piacere a weekend alterni e con il quale trascorre anche parte delle vacanze estive e invernali. Ha invece una relazione più complicata con la madre, che è ansiosa per il peso che sente nel gestire da sola la figlia, la quale ha dato qualche problema dall’età scolare.
Bambina intellettualmente plusdotata, Alice a scuola si è sempre annoiata, pur essendo bravissima e curiosa, e spesso ha incontrato delle difficoltà: indisciplinata, con una bassa autostima nonostante i risultati ottenuti senza sforzo, perennemente annoiata e isolata dai pari età, che ha sempre rifiutato come infantili e poco stimolanti, prediligendo la compagnia degli adulti. Tutto questo le ha causato vissuti di ansia e frustrazione crescente negli anni, aumentati esponenzialmente quando, al liceo classico, ha incominciato ad avere interesse per i ragazzi e ad avere le prime avventure, che si trasformano inevitabilmente in totali disastri perché Alice, dopo l’attrazione iniziale, si stufa, non sopporta l’immaturità del partner ma non è però in grado di avere un atteggiamento amichevole ed empatico e quindi arriva alla rottura, spesso drastica, lasciando il malcapitato in stato di totale disperazione. Quando incontro Alice per la prima volta, arriva trafelata e piangente nella “stanza delle parole”.








