Una lettera d’addio lasciata sul tavolo, di fianco a una bottiglia di vino che avrebbe bevuto prima del presunto gesto estremo. È quanto emerge dalle indagini del ‘giallo di Marola’ dove una settimana fa una 31enne colombiana è stata trovata senza vita intorno alle 9,30 in un appartamento nella frazione di La Svolta preso in affitto pochi giorni prima per le vacanze insieme al compagno, un 39enne originario della provincia di Lucca col quale viveva da tempo in Germania. A dare l’allarme è stato lo stesso uomo. Il personale sanitario ha cercato di rianimarla, ma per lei non c’era già più nulla da fare ed è stato constatato il decesso. Il compagno ha raccontato di aver avuto una discussione qualche ora prima e che la relazione ultimamente non funzionava al meglio, poi si era rintanato in taverna. A un certo punto, salito al piano di sopra, la tragica scoperta. Per gli inquirenti, con ogni probabilità si tratta di un gesto estremo, ma la Procura vuole vederci chiaro fino in fondo. E il pm Maria Rita Pantani ha disposto l’autopsia, eseguita venerdì all’istituto di medicina legale di Modena. Ora si attendono i referti completi e il magistrato valuterà il da farsi. Il fascicolo è stato aperto con l’ipotesi di istigazione al suicidio. E non si lascerà nulla al caso anche sulla lettera trovata sul tavolo che spiegherebbe le motivazioni del gesto: la procura potrebbe disporre anche una perizia calligrafica per accertare la veridicità della scrittura.
Morta in casa a Marola, trovata una lettera d’addio
La 31enne colombiana avrebbe scritto i motivi del gesto, ma la Procura continua a indagare .









