"La Casa della Comunità è un flop. E la colpa è del sindaco". L’accusa dei Cobas riguarda il presidio territoriale integrato, costato 3,3 milioni euro. A pochi mesi dall’inaugurazione, non sta mantenendo le proprie promesse, lamentano i rappresentanti sindacali. "Doveva essere aperta 7 giorni su 7, h24; invece è stata realizzata con il solo spostamento del personale infermieristico che prestava servizio nell’ex distretto senza integrazioni. Nel weekend c’è solo un’unità infermieristica. I promessi medici che avrebbero dovuto garantire la presenza sulle 24h al Punto di intervento rapido, spesso mancano e il servizio rimane chiuso. Lo stesso Pir non è aperto tutti i giorni, ma solo fino al venerdì. Il sabato e la domenica c’è solo la guardia medica, sempre che non venga chiamata per prestazioni domiciliari indifferibili". Per i Cobas gli sbandierati servizi di specialistica ambulatoriale per le patologie a elevata prevalenza sul territorio "si riducono a oculistica aperta 2 volte alla settimana e l’apertura per due giorni dell’ambulatorio di primo livello di cardiologia con una sola unità; la geriatria garantisce il proprio servizio una volta al mese mentre lo psichiatra è presente una volta alla settimana riducendo le proprie presenze sul Serristori". La colpa del sindaco Piero Giunti? Per loro "Non esercitare le proprie funzioni di autorità sanitaria territoriale di riferimento a fronte di disfunzioni e inefficienze della Usl Centro".