Potrebbe essere luglio il mese per riportare a Camerata l’ospedale di Comunità con i suoi posti letto dedicati alle cure intermedie. A sperarlo è il Comitato, che dal 1996 si batte per la sopravvivenza del presidio sanitario di San Domenico e che non nasconde la delusione per la lentezza del cantiere di ristrutturazione, che avanza sì, ma non come previsto. "Constatiamo con rammarico il poco interesse delle autorità competenti nei confronti di Camerata, oltre a una minor attenzione da parte dei responsabili del progetto- segnala in una nota il presidente Piero Ulivi, dopo l’ultima riunione degli iscritti del Comitato- Non meravigli quindi la perplessità con cui continuiamo far sentire la nostra voce preoccupata, anche perché, senza volerci addentrare nel dettaglio, ad una visione superficiale del cantiere, non sembra davvero di essere vicini al completamento dei lavori, promessi per giugno".
Si riaccende quindi il timore che i ritardi dell’ampliamento possano compromettere la realizzazione dell’attesa "casa di Comunità", la prima a servizio del territorio fiesolano. "A quando il ritorno dei servizi socio sanitari promessi entro autunno? Tutto -chiude il Comitato- procede con molta, troppa lentezza e nel silenzio più totale. E questo ci insospettisce".










