Una piantagione di cannabis (repertorio), a sinistra l’avvocato Michele Dell’EderaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciRavenna, 12 luglio 2026 – I temi sono due: la coltivazione delle piantine di marijuana. E l’uso della cannabis a scopo terapeutico anche se non autorizzato. La vicenda è una sola: l’arresto di un 56enne a Marina di Ravenna con 11 piante coltivate tra bagno e camera da letto della sua abitazione.
L’epilogo è arrivato martedì scorso in abbreviato davanti al giudice Antonella Guidomei con l’assoluzione dell’imputato “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” (la procura aveva chiesto la condanna a un anno).
“Riconosciuto il valore della salute e della terapia”
Soddisfatto l’avvocato difensore Michele Dell’Edera: “La sentenza dimostra che la legge sa guardare oltre il dato formale, riconoscendo il valore della salute e della terapia rispetto alla criminalizzazione - ha sottolineato alla luce del dispositivo -. Se da un lato è da accogliere con favore una magistratura sempre più attenta e sensibile all’effettivo scopo terapeutico dell’auto-coltivazione, dall’altro c’è un vuoto che va colmato. Il percorso per ottenere il rilascio di una prescrizione per cannabis terapeutica è ancora complesso. Il mio cliente lo aveva chiesto con insistenza da tempo. Se i pazienti con gravi patologie dolorose potessero accedere più facilmente e regolarmente alle terapie tramite i canali ufficiali, non si vedrebbero costretti a rischiare il dramma di un arresto e di un processo per curarsi”. Analisi di laboratorio (foto di repertorio)






