MEOLO - «Le piante di marijuana? Mi sono messo a coltivarle con l’intenzione di raccogliere i soldi necessari per sostenere economicamente le cure sanitarie della mia compagna, malata di tumore».

Si è difeso così un quarantenne di Meolo, arrestato dai carabinieri che, nella sua abitazione, hanno rinvenuto una piccola serra, contenente tre piante di marijuana, mente una quarta si trovava sul balcone.

I militari dell’Arma hanno sequestrato anche un sacchetto con circa 600 grammi di marijuana e vari altri sacchetti che, secondo gli investigatori, testimonierebbero la sua intenzione di spacciare.

L’uomo, assistito dall’avvocato Gaio Tesser, è comparso ieri mattina, alla Cittadella della giustizia di piazzale Roma, a Venezia, di fronte della giudice per le indagini preliminari, Benedetta Vitolo, per la convalida del provvedimento: nel corso dell’interrogatorio, ha spiegato di non essere mai passato alla fase di spaccio. Il suo progetto, ha assicurato, è rimasto tale. Anche perché le condizioni di salute della compagna sono peggiorate, fino alla morte avvenuta lo scorso agosto. A quel punto, ha aggiunto, la piccola piantagione è rimasta lì: «Non sapevo più cosa farne», ha dichiarato.

I carabinieri hanno suonato al campanello della sua abitazione a seguito della segnalazione pervenuta probabilmente da un vicino di casa, insospettito dall’inconfondibile odore emanato dalle piante di marijuana.