Nella notte tra lunedì e ieri, gli agenti delle Volanti hanno arrestato a Marina di Ravenna un ultracinquantenne del posto con 11 piante di marijuana coltivate in casa e 7 grammi di hashish. Tutto è iniziato nel corso di un intervento di routine in zona: è a quel punto che i poliziotti hanno avvertito un forte odore riconducibile a stupefacenti provenire da un’abitazione del circondario. A quel punto è stata disposta una perquisizione domiciliare che ha dato esito positivo: all’interno dell’abitazione sono state rinvenute le piante di canapa indiana in avanzato stadio di crescita oltre all’attrezzatura completa per la coltivazione indoor comprensiva di serre, lampade uv, ventilatori, materiale fertilizzante e bilancini di precisione.
A quel punto, come avvallato dal pm di turno Francesco Coco, l’uomo è stato dichiarato in arresto per produzione, traffico e detenzione illecita di stupefacenti. Ieri mattina, difeso dall’avvocato Michele Dell’Edera, l’ultra-cinquantenne è comparso davanti al giudice Antonella Guidomei e al viceprocuratore onorario Marianna Piccoli.
Il diretto interessato, nonostante la quantità di marijuana sequestrata, ha in estrema sintesi sostenuto in aula che fa un uso personale della marijuana per via di problemi legati al dolore insorto dopo una specifica operazione. Dopo la convalida del suo arresto, il giudice ha disposto che torni libero (la procura aveva chiesto la misura cautelare dei domiciliari) in attesa del processo fissato per inizio luglio. In quella sede, la difesa cercherà di dimostrare in un rito abbreviato proprio questo alla luce della storia clinica del paziente e del fatto che l’uomo con ospedale stia valutando di intraprendere un percorso di questo tipo contro il dolore.















