Roma, 12 luglio 2026 – “In Peppino vedevo ancora il bambino che suonava per i soldati americani a Capri. Timido, delicato, si illuminava appena toccava la tastiera di un pianoforte”. Cinzia TH Torrini non nasconde l’emozione, parlando di Peppino di Capri. Per lei, regista di tante fiction televisive di successo – da Elisa di Rivombrosa a Sei nell’anima –, raccontare la vita di Peppino non è stata un’avventura come un’altra. È stato l’incontro con un uomo gentile e disarmante, che le ha raccontato senza reticenze i momenti più difficili della sua carriera e la successiva rinascita. Ieri sera, per ricordare Peppino di Capri, scomparso a 86 anni, la Rai ha cambiato il suo palinsesto, e ha mandato in onda in prima serata su Rai2 il film tv che Cinzia TH Torrini ha realizzato su di lui l’anno scorso. Champagne – Peppino di Capri ripercorre la vita di Giuseppe Faiella fin dall’infanzia: dalle prime esibizioni, ancora bambino, di fronte alle truppe degli Alleati che avevano eletto il loro quartier generale a Capri. Per arrivare, tappa dopo tappa, alla vittoria del festival di Sanremo nel 1973, con Un grande amore e niente più.
Cinzia, qual è il suo ricordo di Peppino?
“La cosa più bella che ricordo è il nostro primo incontro. Temevo di non essere la regista adatta per raccontare Peppino. C’era distanza generazionale: negli anni Sessanta, quando Peppino cantava le sue canzoni romantiche, io ero già più incline al rock, più grintosa. Appartenevo a una generazione successiva. Ma poi ci siamo incontrati. Ed è cambiato tutto”.











