Firenze, 12 luglio 2026 – Per molti aspetti è una storia d’altri tempi, quando i campioni nello sport erano figli della fatica, dell’impegno, della voglia di farcela ad ogni costo. Gastone Nencini, che da Barberino di Mugello è entrato nella gloria del Tour de France, vinto nel ’60, e del Giro d’Italia, nel ’57, ma per Elisabetta, artista, fotografa e designer, diplomata all’Accademia con una tesi sulla storia guarda caso della bicicletta, è stato prima di tutto il Babbo, sì con la B maiuscola. La mamma Maria Pia, oggi novantenne in ottima salute, l’aveva conosciuto a Firenze nel rione di Santa Croce.
Fra la ragazza, che chiamavano la Marilyn Monroe di via de’ Neri, e Gastone, il Leone del Mugello, fu subito amore. Dalla loro unione sono nati, Giovanni, nell’anno del successo al Tour, Elisabetta, qualche anno dopo, e i gemelli Saul e Lapo, nel ’70. Dieci anni dopo, però, Gastone se n’è andato, in poco tempo, per un male, come si diceva, incurabile, e da allora è in fuga nella leggenda del ciclismo.
Elisabetta, chi era Gastone?
“Soprattutto un uomo buono, con un sorriso solare, che vedo ancora e non mi lascia mai. Gli piaceva stare in mezzo alla gente, nel suo negozio di bici a Sesto, molto disponibile con tutti. Me lo hanno detto in tanti: bastava stargli vicino e ci si sentiva bene”.







