Il libro di Hedelberto López Blanch su Rubio (Marco Rubio. Un mitomane incontrollabile, tr. it. Federica Cresci, Punto Rosso, pp. 120, euro 18) offre una panoramica ampia sulle vicende del passato e del presente dell’attuale segretario di Stato dell’amministrazione Trump. A questa panoramica si aggiungono anche notizie approfondite sulla sua personalità e prospettiva politica, oltre che sul gruppo di personaggi politici che lo circondano.
COME È NOTO Rubio è di origini cubane, ma è nato a Miami nel 1971, quindi è candidabile per l’elezione a presidente degli Stati uniti, come già avvenuto nel 2016. La prima palese menzogna, che Rubio ostenta continuamente e magnificamente, è che la sua famiglia non è fuggita da Cuba per la presa del potere da parte di Fidel Castro, ma è emigrata a Miami per problemi economici nel 1956, quindi almeno due anni prima della presa del potere da parte dei castristi. A Rubio conviene diffondere questa menzogna: è diventato, nel tempo, uno dei più feroci oppositori anticastristi e passare come vittima del regime di Castro rende ancora più attraente la sua propaganda politica.
Rubio si trova al centro di tutte le possibili attività politiche di lobbies di estrema destra. Ad esempio, è fortemente sostenuto dalle industrie delle armi, come è tradizione dei politici statunitensi di destra. A questi finanziamenti si aggiungono quelli delle organizzazioni filo-israeliane, soprattutto delle finanziatrici degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Le sue azioni politiche, come rappresentante alla Camera della Florida e poi anche come senatore nel Parlamento federale, sono indirizzate alla difesa degli interessi dei suoi sostenitori economici.






