Qualcuno la considera una risposta alle contestazioni di mercoledì scorso a Napoli, all’esordio di piazza del nucleo fondatore del campo progressista, ma l’appuntamento era fissato da prima. Domani alla camera Chiara Appendino discute con Maria Cecilia Guerra del Pd ed Elisabetta Piccolotti di Avs di patrimoniale, misura che viene usata come spauracchio dalla destra, e non solo. «Dietro questa paura c’è un disegno politico da parte di un governo classista – dice Appendino – Parlano dei risparmi della gente comune, ma mentono. Stanno solo proteggendo una casta, quella dei più ricchi. È la lotta di classe al contrario di cui parlava Luciano Gallino, quella dichiarata dall’1% della popolazione contro il restante 99%».

Pensa che il mezzo flop di Napoli sia la spia di poca chiarezza in termini di programma?

Sul riarmo e in politica estera è risaputo: nel campo progressista ci sono differenze. Noi del M5S siamo orgogliosamente all’opposizione della commissione Von der Leyen che ha abbracciato la politica bellicista, Tuttavia abbiamo una guida chiara e un perimetro netto rappresentati dalla Costituzione: ecco la bussola. In particolare l’articolo 3 della Carta, sull’uguaglianza dei cittadini. Il fronte progressista deve seguire questa strada e dare voce chi la voce non ce l’ha: in un momento storico come questo essere patrioti per la Costituzione è davvero una mossa rivoluzionaria.