Alla Camera, in un evento promosso dal Pd, l’ex sindaca rilancia la tassa sui patrimoni superiori a 5 milioni. Se il leader del M5s frena, Sinistra e Verdi puntano a portarla nel programma di coalizione: «Così vinceremo le elezioni»

La patrimoniale cambia nome nel tentativo di farsi strada nel programma del campo largo. Diventa «millionaire tax» per la cinquestelle Chiara Appendino e soprattutto una misura con cui «vincere le elezioni», secondo la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti. Alla presentazione del libro “Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri” di Riccardo Staglianò, organizzata oggi 13 luglio alla Camera dal gruppo parlamentare del Pd, si riapre il dossier. Bandiera storica di Avs, la proposta divide il Movimento 5 Stelle e trova sponde tra i dem.

«La tassazione dei grandi patrimoni, dei milionari e dei miliardari è un elemento su cui non ci può essere un tabù in questo Paese», affermava già ad aprile Elly Schlein, salvo poi delimitare il campo poche settimane fa: «non è tra le cose già condivise nel programma dell’alleanza progressista», anche se «ne discuteremo». Nella sala Berlinguer timbrano il cartellino le deputate Piccolotti per Alleanza Verdi e Sinistra, Appendino per il Movimento 5 Stelle e la dem Maria Cecilia Guerra, che avverte: «Il Pd ha un motivo molto serio per occuparsi di questo tema», perché «un’imposta o contributo sui milionari va nel senso delle politiche democratiche da sempre orientate a combattere le disuguaglianze».