La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane ha toccato un nuovo massimo storico, sfiorando i 6.500 miliardi di euro. A sorprendere non è soltanto la dimensione del “salvadanaio” nazionale, ma anche il profondo mutamento nelle abitudini di accantonamento.
Secondo un’analisi della Fabi, è in corso una vera svolta nelle scelte di allocazione: si abbandona l’eccesso di prudenza del passato per perseguire obiettivi di lungo periodo e maggiori prospettive di rendimento. Dal 2020 a oggi l’incremento complessivo supera i 1.600 miliardi di euro.
Protagonista di questa trasformazione è la componente azionaria. Un tempo guardata con diffidenza dai piccoli risparmiatori, oggi rappresenta il 32% del totale delle attività finanziarie, imponendosi come la prima opzione di investimento.
Negli ultimi sei anni il comparto ha messo a segno un balzo del 113%, con un aumento recente di 293 miliardi di euro (+16,4%).
La liquidità, pur restando un pilastro, arretra in termini relativi. Tra il 2024 e il 2025 conti correnti e depositi sono cresciuti dell’1,5% (pari a 23,5 miliardi), attestandosi a 1.603,2 miliardi di euro e pesando per oltre il 24% sul portafoglio complessivo.













