Fabbri, querelato da Giorgia Meloni per diffamazione, rivendica la paternità di quello slogan, divenuto celebre con la campagna di Italia Viva per il 2x1000
È stata senz’altro la campagna per il 2×1000 che più ha fatto discutere, ma forse l’idea da cui era partita non era poi così originale. Parliamo della campagna di comunicazione «Quando c’era lei», promossa da Italia Viva, che punzecchiava la premier Giorgia Meloni e il suo governo su alcuni risultati poco lusinghieri di questi ultimi anni: la fuga di cervelli verso l’estero, la pressione fiscale in aumento, i treni in ritardo e non solo. Secondo alcuni retroscena, poi smentiti da Palazzo Chigi, i cartelloni pubblicitari avrebbero mandato Giorgia Meloni su tutte le furie. Eppure, quello slogan così efficace potrebbe non essere frutto dell’immaginazione né di Matteo Renzi né del team comunicazione di Italia Viva.
Il post di Daniele Fabbri
A rivendicare la paternità di quel «Quando c’era lei» è il comico Daniele Fabbri, querelato nel 2021 proprio dalla premier per via di alcune sue battute considerate sessiste. «Matteo Renzi mi ha rubato il titolo dello spettacolo», scrive Fabbri su Instagram. «La cosa – prosegue il post – si era fatta strana a maggio scorso con una campagna per il 2×1000 per Italia Viva. E lì ho detto: “hmm, vabbè”. Certo, se i responsabili della comunicazione di Italia Viva avessero fatto una banale ricerca su Google avrebbe scoperto facilmente che quel titolo era già utilizzato per uno spettacolo da gennaio 2025 e regolarmente depositato in Siae».







