Il messaggio arrivato da Teheran è di sfida, mentre sul fronte diplomatico continua il difficile tentativo di evitare una nuova escalation. Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema iraniana, ha promesso che la vendetta per la morte del padre Ali Khamenei «deve certamente essere compiuta».
Parole pronunciate in un messaggio scritto diffuso dai media iraniani in occasione dei funerali e della sepoltura dell’ex leader, ucciso nei raid condotti da Stati Uniti e Israele alla fine di febbraio.
«La vendetta è un desiderio della nostra nazione e deve certamente essere compiuta», ha scritto Mojtaba Khamenei, aggiungendo: «Promettiamo di vendicare il tuo sangue puro e il sangue di tutti i martiri di queste due guerre, per mano di questi criminali e disonorevoli assassini». Nel messaggio la Guida suprema ha anche sostenuto che esisterebbe una lista di responsabili destinati a «pagare per i loro crimini».
Sul piano diplomatico, intanto, resta aperto il canale dei contatti sull’asse Washington-Teheran, ma con molte incognite. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato in Oman per discutere della situazione nello Stretto di Hormuz e dei meccanismi necessari a garantire il transito delle navi. In un primo momento era stata annunciata la possibile presenza di una delegazione statunitense ai colloqui, ma successivamente un funzionario del Qatar ha riferito alla Cbs che gli Stati Uniti non parteciperanno agli incontri.











