Ne erano scappati circa 900 da un allevamento travolto dall'alluvione. Una squadra di volontari dice di averne catturati fino a 3.000 in due giorni. È il paradosso della caccia ai serpenti di Hengzhou, nella regione cinese del Guangxi, dove cobra e serpenti dei ratti si sono riversati nelle strade sommerse e le immagini degli esemplari che nuotano nell'acqua fangosa hanno fatto il giro del mondo. Dietro i video virali, però, c'è un disastro molto più grave: i morti nel Guangxi sono 39, 26 dei quali proprio a Hengzhou, dove ha ceduto l'argine del bacino di Liulan.La caccia casa per casa
I serpenti sono fuggiti lunedì 6 luglio dall'allevamento del villaggio di Dengwei, nella township di Yunbiao, quando l'acqua ha distrutto la struttura. Le stime parlano di 800-900 esemplari, in maggioranza serpenti dei ratti indocinesi – specie non velenosa, allevata in tutta la zona – ma nel gruppo ci sarebbero anche cobra.A ripulire il villaggio non sono stati i soccorsi ufficiali, ma squadre civili formate dai residenti dei paesi vicini. Un membro di uno di questi gruppi, sette-otto persone in tutto, ha raccontato al quotidiano statale Beijing News di avere lavorato senza sosta per due giorni recuperando tra 2.000 e 3.000 animali, in gran parte serpenti dei ratti: molti più di quanti ne fossero fuggiti dall'allevamento. «Li abbiamo praticamente ripuliti tutti», ha detto. Dopo un'alluvione i serpenti cercano riparo negli angoli delle case: gli abitanti segnalavano gli avvistamenti, le squadre intervenivano, gli esemplari catturati venivano consegnati ai professionisti per essere liberati in natura.Il capo del comitato di villaggio di Dengwei, Wu Zhi, aveva spiegato ai media cinesi che gran parte dei serpenti era già stata trascinata via dalla corrente e che quelli recuperati sul posto erano soprattutto bisce d'acqua non velenose.I morsi e il siero antiveleno










