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Giuseppe Guastella

Il consulente da anni è un volto televisivo, su di lui una indagine per avere trattenuto documenti violando la privacy. «Con Ranucci ci diamo del tu e quando è scoppiata la bomba gli ho scritto». Bellavia si dice però deluso dal fatto che il giornalista definisca «"fraterna" l'amicizia» con il faccendiere

Prima di Report, il nome di Gian Gaetano Bellavia era conosciuto quasi esclusivamente dagli addetti ai lavori negli uffici delle Procure, nelle aule di giustizia di mezza Italia e nel rarefatto universo del diritto penale dell’economia, una cosa che sta a metà tra il mondo dell’impresa e della finanza e le più prosaiche aule dei tribunali. Dopo una ventina di anni di plurime apparizioni nella trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci su Rai3, il suo volto e le sue spiegazioni tecniche, spesso un tantino corrosive, generalmente molto comprensibili a dispetto della materia, sono diventati famosi anche al grande pubblico televisivo.

Con Ranucci si danno del tu da anni. «Quando è scoppiata la bomba gli ho dato la mia solidarietà», racconta Bellavia, ma quel rapporto così intimo con Valter Lavitola proprio non lo convince: «Ognuno si tiene gli amici che ha». Ciò che davvero lo ha deluso non è stata tanto l’amicizia che Ranucci rivendica con lealtà, ma più che altro l’aggettivo «fraterna» assegnatole nonostante il faccendiere sia convolto in vari casi torbidi e ora sia accusato di essere il mandante della bomba che avrebbe potuto sterminare la sua famiglia.