Le reti sociali danno agli utenti la possibilità di usare le IA sia per creare contenuti, sia per elaborare quelli pubblicati da altri utenti. Un’utilità messa in discussione da uno studio condotto dall'Oxford Internet Institute in collaborazione con l'Hasso Plattner Institute che, entrando nelle profondità delle logiche dei sistemi IA, ha individuato come questi – applicando meccanismi invisibili all’utente – possono plasmare l’opinione pubblica rappresentando così rischi per la libertà di pensiero e la democrazia.

Non è un tema completamente nuovo. L’impatto delle IA sulle scelte individuali è già stato oggetto di diversi studi ed è centrale nel dibattito contemporaneo ma, nel caso del lavoro svolto dai ricercatori, l’ambito di applicazione si restringe alle piattaforme social.

I modelli IA e i social esaminati

Lo studio ha preso in esame nello specifico quattro modelli IA, ossia Llama 3.1 di Meta, Gemma 3 di Google, Ministral della francese Mistral e la fa famiglia di modelli Qwen dell’azienda cinese Alibaba. Oltre a questi, è stata condotta un'analisi dettagliata sul modello Grok di xAI, del quale è stata ricreata e testata la specifica logica di funzionamento per osservare come possa influenzare il dibattito su temi sensibili come l'aborto.